Se l’impresa ha guadagnato, perché ho meno soldi sul conto?
A prima vista può sembrare una contraddizione. In realtà, utile e liquidità stanno osservando l’impresa da due punti diversi.
L’utile racconta il risultato economico prodotto in un periodo. La liquidità racconta invece che cosa è successo al denaro: quanto ne è entrato, quanto ne è uscito e quanto è rimasto impegnato nell’attività.
Il punto non è capire quale dei due numeri abbia ragione. Hanno ragione entrambi. La domanda interessante è che cosa è successo nel mezzo.
Utile e liquidità non raccontano la stessa cosa
Quando guardo l’utile cerco di capire se, nel periodo considerato, i ricavi hanno coperto i costi e hanno lasciato un risultato economico positivo.
È un’informazione fondamentale. Ma non mi dice automaticamente quanta liquidità sia rimasta disponibile.
Una vendita, per esempio, può aver contribuito all’utile anche se il cliente non ha ancora pagato. Il valore economico è stato prodotto, ma la cassa deve ancora arrivare.
Allo stesso modo, l’impresa può avere utilizzato denaro per acquistare merci, realizzare un investimento o rimborsare un finanziamento.
Per questo un risultato positivo non si traduce necessariamente, nello stesso momento, in più soldi sul conto.
Non significa che l’utile sia “solo contabile”. Significa che il conto economico non esaurisce la lettura finanziaria dell’impresa.
La liquidità può essere ancora dentro l’impresa
C’è un passaggio che trovo particolarmente utile.
Quando i soldi sul conto sono meno di quelli che mi aspettavo, tendiamo spontaneamente a pensare che siano “spariti”.
Ma spesso non sono spariti affatto.
Possono essersi trasformati.
Una parte può essere rimasta nei crediti verso clienti: ho venduto, ma devo ancora incassare.
Una parte può essere entrata nel magazzino: ho utilizzato denaro per acquistare scorte che serviranno all’attività.
In altri casi può essere cambiato il rapporto con i fornitori: pagare più velocemente o ridurre i debiti commerciali richiede più cassa; ottenere tempi più lunghi può invece liberarne temporaneamente.
La domanda che aggiungerei ai numeri
Quanto capitale è rimasto impegnato nel normale ciclo dell’impresa?
È qui che crediti, magazzino e debiti commerciali iniziano a raccontare qualcosa che l’utile, da solo, non può mostrare.
Anche una buona decisione può assorbire cassa
La diminuzione della liquidità non dipende necessariamente da qualcosa che è andato storto.
Pensiamo a un investimento.
L’impresa acquista un macchinario, una tecnologia o un’attrezzatura perché ritiene che serviranno negli anni successivi. Per farlo, però, deve utilizzare liquidità oggi.
Il conto corrente scende, ma questo dato, da solo, non ci dice se la scelta sia stata buona o cattiva.
Lo stesso vale per il rimborso di un finanziamento. Restituire capitale alla banca utilizza cassa e, nello stesso tempo, riduce il debito dell’impresa.
E può accadere anche il contrario: un nuovo finanziamento porta liquidità sul conto senza aumentare l’utile.
È un esempio semplice, ma rende evidente il punto: saldo bancario e risultato economico non possono essere letti come se fossero due versioni dello stesso numero.
Partirei dall’utile, poi seguirei la cassa
Quando utile e conto corrente sembrano raccontare due storie diverse, non cercherei subito una spiegazione complicata.
Partirei dall’utile e ricostruirei i movimenti principali.
Mi chiederei:
- sono aumentati i crediti verso clienti?
- è cresciuto il magazzino?
- sono cambiati i debiti verso fornitori?
- sono stati effettuati investimenti?
- sono stati rimborsati finanziamenti?
- sono entrate nuove risorse finanziarie?
Non è ancora un rendiconto finanziario completo. È una traccia di lettura.
Ma spesso è già sufficiente per cambiare la domanda.
Da:
“Com’è possibile che abbia fatto utile e abbia meno soldi?”
a:
“Che cosa ha assorbito o liberato liquidità durante questo periodo?”
La seconda domanda non mette in discussione l’utile. Lo completa.
Due numeri, una sola impresa
Chiudere in utile è importante.
Avere liquidità è importante.
Ma nessuno dei due dati, preso isolatamente, racconta tutto.
Un’impresa può avere prodotto un buon risultato economico e, nello stesso periodo, aver finanziato maggiori crediti, aumentato le scorte, realizzato investimenti o ridotto il proprio debito.
Situazioni diverse, che possono portare tutte allo stesso effetto visibile: meno soldi sul conto.
Per questo, dopo aver letto l’utile, aggiungerei sempre una seconda domanda:
che cosa è successo alla cassa?
Non per cercare un numero più vero dell’altro, ma per mettere insieme le due letture.
È lì che il risultato economico incontra la vita finanziaria dell’impresa.